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    September 05

    MUSA 1

    Prefazione.
    Benvenuto a questo esperimento letterario.
    Quello che scriverò di tanto in tanto, quando ne avrò l'ispirazione, è un libro diviso in quelli che chiamerò MUSE ovvero momenti di ispirazioni.
    La storia sarà divisa in ATTI, CAPITOLI ed EPISODI (quindi molto tradizionale).
    E' gradita la vostra collaborazione, intendo dire che se volete partecipare e dire la vostra o magari avete dei suggerimenti, scrivete tranquillamente nei commenti.
    Il libro ha diversi protagonisti, le quali storie saranno parallele e divise e potranno incrociarsi per certi momenti o influenzarsi a loro stessa insaputa.
    Altro dettaglio. Il contenuto potrebbe essere molto forte, in certi casi autobiografico e tratterà di posti veri, persone realmente esistenti (ma con i nomi alterati) ambientato in un futuro di pura fantasia.

    EPISODIO "La mia strada"
    CAPITOLO I, ATTO EATAN.
    Certe volte tutto ciò che vorrei vedere intorno a me è solo distruzione, certe volte avrei voluto versare veleno per topi nel sistema idrico e fare una strage e vedere solo gente cadere e morirmi intorno. E finirli uno a uno.
    Godere nel vedere tutti quelli intorno a me diventare veramente liberi da questa schiavitù ed a me la punizione di rimanere quà. Mai più di oggi ho compreso quanta soddisfazione mi darebbe veder crollare tutto questo, vederlo sparire in piccoli frammenti.
    Non esiste bene superiore che donare la libertà totale ed incondizionata a qualcuno, ed io voglio bene a tutto il mondo; non è che mi senta molto ricambiato però donare Amore non è una cosa che si fa per ricevere.
    Passo le mie giornate senza un senso, le lascio scorrere con milioni progetti e sebbene ostenti una superiorità accesa nei confronti di chi mi circonda sono in realtà molto insicuro e mi sento spesso molto meno realizzato di quanto do a vedere.
    Per questo motivo vorrei vedere finire tutto questo. Anzi, l'ho visto finire. E per mano mia.

    Episodio "Buongiorno"
    CAPITOLO 1, ATTO MAC
    Driin, Driin.. "eeh!! Che noia! Ma non si potrebbe avere una suoneria meno antipatica?" - mentre si alzava in modo svogliato il buon Mc "Vi" dal letto con le doghe in legno di camera sua - "Mamma.. ci sei? MAMMA!!".
    "Si, arriv'.. nche tenessi fretta? Assettate 'n attìmm che te servo subbito".
    Corn-flakes, latte e miele serviti con una fetta di pancarré leggermente tostata: tipica colazione americana. Ancora non aveva perso le vecchie abitudini, che sono proverbialmente dure a morire. Così come in casa sua ancora si parlava l'antica lingua sebbene fuori dalle 4 mura casalinga fosse oramai in disuso.
    "Avanti Mammaaaa, non vorrai farmi fare tardi !!!" - "Che t'arrabbiasse... rizzate prima, no? Che c'entro io?!?!"
    "Sono 20 anni che la sveglia suona a quest'ora.. metti a tostare quelle fette 10 minuti prima. E che ci vuole? Una laurea?"
    Colpo basso stamani dal buon vecchio Mc. Evidentemente stamani non è cominciata nel migliore dei modi. Che ci vuoi fare, i giorni si assomigliano un pò tutti ma non sono mai del tutto uguali e ci sono alti e bassi.
    Piccolo zaino dietro le spalle con un cambio ed un asciugamano, sapeva bene che con questo caldo si dura molta fatica a pedalare e si può sudare molto per la strada ed il percorso non era certo dei migliori al mattino: 7 km in salita non sono certo uno scherzo per un fisico non ben allenato. E nonostante tutto oggi lo aspettava un incontro importante, forse aveva trovato un finanziatore e non poteva certo permettersi di fare brutte figure e quindi presentarsi al migliore e più curati degli aspetti faceva parte del curriculum della giornata lavorativa.
    Ma la cara buona vecchia Signora "V" non aveva tutti i torti stamani, perché effettivamente il buon vecchio Mc è partito prima quest'oggi e la ragione è molto semplice: voleva dare l'idea di efficenza ma sopratutto di cordialità e perciò era importante che quando il finanziatore fosse arrivato il bagno fosse libero ma sopratutto pulito affinché se ne potesse servire; pur non avendo idea di chi egli potesse essere, sicuramente con questo caldo e dopo tutta quella salita sarà molto sudato pure lui.
    E mentre tutti questi pensieri gli scorrevano nella mente, sulla fronte gli scorreva il sudore ed era solo a metà del tragitto.. adesso basta pensare, sarà meglio riordinare le idee al meglio per esporle al meglio perché il vecchio Mc aveva carattere, voglia di fare e tanta versatilità (in vita sua aveva fatto ogni sorta di lavoro pur di sopravvivere) ma non era molto bravo con le parole; invece questa è gente che con le cose dette e scritte ci porta il pane a casa, questi finanziatori.

    CAPITOLO 1, ATTO AL
    <Ma quando finirà questo caldo tremendo?> - pensava Axel, dagli amici chiamato Al; appunto, dagli amici.
    E faceva conti su conti. Tornava tutto, non c'era ombra di dubbio: era decisamente un ottimo affare!
    <eppure siamo già a sera, dovrebbe raffrescare> ma in realtà ciò che non lo convinceva non era l'attività in se per se, quanto le persone che vi erano coinvolte delle quali non riusciva fidarsi.
    <piccola spesa, alta resa e idea vincente.. alla meno peggio perdo una cifra irrisoria> e si ripeteva questo, ma poi non poteva continuare a pensare che così avrebbe dovuto fingere che gli era passata quella vecchia storia. Già.. non gli era passata affatto. Eppure stiamo parlando di più 20 anni fà! Niente. Il buon vecchio Al, l'orso buono, il gigante simpatico; come gli elefanti non è aggressivo ma non dimentica mai.
    Certo che chi se lo sarebbe mai aspettato? Lui, uomo di mondo, chi ti và a trovare? Proprio LUI... il mondo è davvero piccolo.
    E proprio questo curioso incontro non gli usciva dalla testa.

    Episodio "L'incontro"
    CAPITOLO 1, ATTO AL.
    Quella mattina il suo agente di investimento gli aveva trovato una piccola impresa desiderosa di espandersi. Visti tempi biblici della comunicazione si era optato per una visita in loco senza tanti preamboli tanto più che Mirco, l'agente finanziario di Al, godeva di ottima fiducia da parte del suo padrone in quanto Al lo ha sempre ritenuto il suo "erede spirituale" per l'ottimo intuito e fiuto per i buoni affari e perfino questa volta ci aveva dato in pieno anche se non poteva sapere che tra le parti c'erano già stati dei precedenti.
    Arrivati al posto fissato per l'appuntamento, esattamente come educazione insegnava, Al entrò a testa bassa e sapendo che il padrone di casa non lo avrebbe mai guardato direttamente chiese dove erano i servizi per potersi ripulire del viaggio.
    Non si doveva far caso alle condizioni dell'ospite fintanto che egli non si fosse servito dei servizi, si doveva fingere di non avere visto niente se per qualche motivo lo sguardo fosse caduto dove non avrebbe dovuto.
    Ma trattenersi fu diffiilissimo quando entrambi riconobbero vicendevolmente le loro voci; per un attimo venne istintivo ad entrambi di alzare lo sguardo, quasi per cercare conferma al loro sospetto ma riuscirono a fermarsi in tempo dopo un appena accennato movimento che non mancò di imbarazzare fortemente tutti i presenti.
    E così il buon vecchio Mc fingendo di non averlo riconosciuto "Prego Signore, voglia servirsi dei miei servizi per ripulirsi. Prima porta a destra." ed Al rispose gentilmente "Molto lieto. La raggiungerò a breve".
    Raggiunse ed apri quella porta non tanto velocemente quanto la richiuse dietro di se. Gli serviva un momento di recupero.
    Specchiandosi leggermente nel velo d'acqua dei servizi mentre si puliva e si igienizzava, non poteva fare a meno di pensare a come avrebbe dovuto comportarsi. <E ora? Che faccio? Fingo che sia tutto normale oppure chiarifico, sempre fingendo, che l'Argomento è superato e possiamo soprassedere e fingere di essere vecchi amici oppure dovrei trattarlo come un perfetto estraneo? Non so che pesci prendere>.
    Al sapeva bene che nessuno avrebbe mai osato disturbarlo mentre era ai servizi e che nessuno sarebbe mai stato fuori della porta a contare i minuti e si prese tutto il tempo che sentiva gli sarebbe servito per affrontare la complessa situazione che il destino, beffardo, gli aveva presentato davanti.
    <Chi poteva immaginare.. qui, adesso.. dopo tutto questo tempo... perchè?>
    E quando uscì, quasi si fossero accordati mentalmente, entrambi si trattarono come perfetti sconosciuti che concludono un incontro di lavoro. Per altro, andato divinamente nonostante qualche attimo in cui o l'uno o l'altro hanno lasciato trasalire qualche imbarazzo, non sfuggito all'attento collaboratore Mirco.
    "Signore, c'è qualcosa di cui non sono a conoscenza?".
    "No Mirco, niente più del solito.. tranquillo".
    "Signore, per favore, non posso essere il suo consulente se lei mi nasconde informazioni di vitale interesse"
    "Ti ho già detto che non c'è niente di insolito"
    "Ma Signore.. c'era un'aria strana in quella riunione. Si poteva tagliare la tensione con il coltello!"
    "Mirco..."
    "Si signore ho capito."

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